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Obblighi informativi e normativi per aprire un sito e-commerce

di :: 09 febbraio 2018

Obblighi informativi e normativi per aprire un sito e-commerce

Vuoi aprire un sito e-commerce? In questa guida riassumeremo gli aspetti normativi e i dati da presentare sul sito per avviare la tua attività di vendita online a norma di legge.

Gli obblighi informativi per l’e-commerce

Un sito e-commerce deve presentare obbligatoriamente alcuni dati e informazioni, necessari per garantire la trasparenza dei servizi offerti agli utenti.

Per restare al riparo da ogni possibile contestazione queste sono le informazioni da presentare:

  • Nome, denominazione o ragione sociale del venditore
  • partita IVA
  • numero di iscrizione al REA (Repertorio Attività Economiche) o al registro delle imprese
  • sede legale
  • capitale sociale (se società)
  • dati per contattare il venditore (telefono, email)
  • modi di pagamento accettati
  • termini e condizioni del servizio fornito
  • l’informativa privacy (privacy policy) e sull’uso che verrà fatto dei dati dell’utente (cookie policy)

Create quindi una pagina dedicata ai termini e condizioni di vendita, una per la privacy policy, una per la cookie policy, ed una per i metodi di pagamento.

Presentare nel footer (piè di pagina) del sito le indicazioni della ragione sociale, la Partita Iva, il capitale sociale e i link alle pagine sopra indicate.

Pagina Termini e condizioni

Per aprire un e-commerce è necessario innanzitutto stabilire quali condizioni si applicheranno agli acquisti fatti dagli utenti.
Queste informazioni necessarie devono essere pubblicate sul sito ed essere facilmente accessibili.

Questa pagina deve includere:

  • caratteristiche dei beni e/o servizi in vendita sul sito e i relativi prezzi
  • modalità di pagamento e spedizione
  • informativa sul diritto di recesso
  • eventuali limitazioni di responsabilità e tutele varie (es. protezione della proprietà intellettuale, gestione degli abusi etc.)

Il venditore dovrà assicurarsi che l’utente abbia letto e accettato in modo esplicito queste condizioni prima di acquistare sulla piattaforma.
Per farlo occorre inserire,  in fase di registrazione al sito web, una checkbox di accettazione delle condizioni di servizio che l'utente dovrà spuntare (un esempio di dicitura potrebbe essere "Dichiaro di aver preso visione e di accettare termini e condizioni del servizio").

Oltre ad accettare le condizioni di servizio, l'utente dovrà autorizzare il trattamento dei dati personali. Per fare questo occorre inserire, sempre in fase di registrazione, una checkbox di accettazione con una dicitura simile a questa: "Dichiaro di autorizzare il trattamento dei dati personali ai sensi dell' art. 13 Dlgs. 196/2003 Testo Unico sulla protezione dei dati personali"

Gli adempimenti fiscali per un e-commerce

Nella maggior parte dei casi, l’attività di commercio elettronico si configura come attività di impresa, considerando la frequenza e il numero rilevante di transazioni svolte con un e-commerce., quindi parliamo di attività NON OCCASIONALI

In questo caso è necessario aprire la Partita IVA, sia che si tratti di commercio elettronico indiretto (vendita di bene materiali con transazione telematica ma ricezione fisica della merce a domicilio) sia di commercio elettronico diretto (vendita di beni o servizi digitali con consegna telematica), e iscriversi alla Gestione Separata INPS.

Gli altri adempimenti fiscali per un e-commerce sono l’apertura di un indirizzo P.E.C. (Posta Elettronica Certificata), iscrizione alla Camera di Commercio e la presentazione di una S.C.I.A. (Segnalazione Certificata di inizio di Attività) allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune nel quale si intende avviare l’attività.

Nel primo periodo di vita dell’e-commerce è possibile comunque che l’attività possa rientrare nel così detto regime forfettario (ulteriori informazioni sui requisiti le trovate qui). Si tratta di un regime fiscale agevolato che consente l’esclusione dell’IVA, degli studi di settore e l’applicazione di aliquote fiscali vantaggiose.

Se l’attività dovesse crescere o richiedere mezzi e risorse sostanziali per operare, in genere si sceglie di costituire una società (in genere una società a responsabilità limitata o S.r.l.). Una società permette infatti di ridurre i rischi per l’imprenditore e di gestire in modo più completo la propria attività.

Nel caso invece di una attività di vendita OCCASIONALE, cioè che raggiunge il limite di 5.000 euro di ricavi l’anno, non sono dovuti questi adempimenti fiscali. Tuttavia sono previste eccezioni per cui chiedete sempre ad un commercialista!

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